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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Alessandria (Italia)
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mwjaAlessandria (mwjqAFI: /alesˈsandrja/cite-ref-5[5] ; mwlain piemontese mwlqLissandria, mwlgAFI: /liˈsaŋdrja/cite-ref-6[6]; mwnapronuncia locale, mwnqAFI: [liˈsɒŋdɾjɐ]cite-ref-7[7]; mwowin ligure mwpaLusciandriacite-ref-8[8], mwqqAFI: /lyˈʃaŋdrja/) è un mwqwcomune italiano di mwra93 465 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2], capoluogo dell'mwsqomonima provincia in mwsgPiemonte.

Nota per la celebre azienda produttrice di cappelli mwtaBorsalino, e di rilevanza storica per la mwtqbattaglia di Marengo condotta da mwtgNapoleone Bonaparte, la città rappresenta un importante polo agricolo, industriale e logistico nel contesto regionale. Con un territorio che la rende il comune più esteso del Piemontecite-ref-9[9] e una popolazione che la colloca al terzo posto nella regione,cite-ref-10[10] Alessandria si trova al centro del cosiddetto mwvwtriangolo industriale mwwaTorino-mwwqMilano-mwwgGenova, configurandosi come un nodo strategico per gli scambi commerciali e i trasporti. La città ospita una delle sedi dell'mwwwUniversità degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", istituzione accademica a struttura tripolare condivisa con mwxaVercelli e mwxqNovara.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Arte
Teatro
Musica
Cucina
Eventi
Media
Strade
Sport
Calcio
Rugby
Note

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Geografia fisica

Territorio

Sorge a circa 100 mwzwmetri mwaas.l.m. nella mwaqpianura alluvionale formata dai fiumi mwagTanaro e mwawBormida, in prossimità del loro punto di mwbaconfluenza.

Grazie alla sua posizione al centro del triangolo mwbgTorino-mwbwGenova-mwcaMilano, la città costituisce un importante nodo commerciale, autostradale e mwcqferroviario con mwcgscalo di smistamento di testa, situato nel mwcwsud-mwdaovest della mwdqstazione viaggiatori.

È servita dall'mwdwautostrada A21 e dall'mweaautostrada A26, con tre uscite autostradali (Alessandria Ovest, Alessandria Est, Alessandria Sud). Dispone, inoltre, di una tangenziale che la costeggia da nord a sud, con varie uscite cittadine e che la collegano ai vari centri-zona della sua provincia (mweqValenza, mwegTortona, mwewNovi Ligure, mwfaCasale Monferrato, mwfqOvada e mwfgAcqui Terme).

È una città caratterizzata da lunghi e ampi viali a più corsie, che rendono agevole la circolazione, e da grandi ed ariose piazze.

Clima

Alessandria è caratterizzata da un clima tipicamente mwhapadano con inverni freddi e nebbiosi ed estati calde ed afose. Le piogge non sono molto abbondanti (circa 600mwhq mm), e cadono prevalentemente in autunno ed in primavera. Alessandria ha un clima più continentale rispetto al resto del Piemonte. Gli inverni, a causa del maggior numero di giorni nebbiosi, tendono ed essere più rigidi (media di +0,4 gradi a gennaio) e con frequenti nevicate, mentre le estati sono afose ma molto più soleggiate e secche: il mese più caldo, luglio, ha una temperatura media di +24 gradi ed è anche il più siccitoso, con 32mwhg mm di pioggia spesso concentrati in uno o due temporali (al culmine dell'estate le perturbazioni atlantiche tendono a scorrere molto più a nord). Le temperature in estate, in caso di anticiclone subtropicale, possono raggiungere picchi di 38/39mwhw °C, mentre in inverno, si possono toccare minime di parecchi gradi sotto lo zero.

Storia

Età antica

Prima della conquista romana il territorio di Alessandria era abitato dagli mwjwStatielli, un popolo che apparteneva al gruppo dei mwkaLiguri. Verso la fine del III secolo a.C. ebbe luogo la mwkqconquista romana della Gallia Cisalpina e la conseguente romanizzazione della popolazione ligure; nel 42 a.C. la provincia della mwkgGallia cisalpina fu abolita e integrata nell'mwkwItalia romana. Al periodo mwlaalto imperiale si fanno risalire le origini dei borghi di mwlqRovereto e mwlgBergoglio. In seguito alla caduta dell'mwlwImpero romano e del successivo mwmaRegno ostrogoto, durante l'mwmqetà longobarda il territorio venne riorganizzato in mwmgcorti, tra cui si ricorda quella di mwmwMarengo; in questo luogo, nel VIII secolo, venne edificata la Torre di mwnaTeodolinda.

Età medievale

La fondazione

«Alessandria non è stata fondata da un giorno all'altro come vuole la leggenda. È stata una impresa collettiva, lenta, faticosa, risultato di collaborazione da parte di genti diverse.»

(Umberto Eco da ...La cittadella da riciclare, in AA.VV., Alessandria è una comoda poltrona: ti siedi e ti addormenti?!, pag.9)

Il controllo dell'Italia nel 774 passò dai longobardi al mwparegno franco. A quest'epoca risale probabilmente la nascita della corte di Rovereto, che avrà un ruolo centrale per la nascita di Alessandria. Nel 962 il mwpqre di Germania mwpgOttone I di Sassonia conquistò il regno d'Italia e istituì il mwpwSacro Romano Impero. Le città italiane, comunque, mantennero grande autonomia ed erano costrette a pagare le tasse all'imperatore solo quando questo viaggiava in Italia. mwqaFederico Barbarossa decise che la situazione doveva cambiare, per cui istituì la mwqqdieta di Roncaglia e, nel 1162, distrusse mwqgMilano, il più importante comune dell'epoca. Gli altri comuni decisero allora di unirsi per lottare contro l'imperatore, per mantenere la loro autonomia, per cui crearono la mwqwLega Lombarda. Per attirare il Barbarossa in Italia la Lega decise di creare una nuova mwracivitas, atto che era un privilegio esclusivamente imperiale. La città, nota semplicemente come mwrqCivitas Nova, venne istituita presso il territorio di Rovereto, sia perché si trovava vicino alle terre del mwrgmarchese del Monferrato, fedele alleato dell'impero, sia perché, posizionato tra il Tanaro e la mwrwBormida, godeva di una posizione facilmente difendibile. La città venne popolata con il contributo dei borghi vicini e fortificata con fondi del mwsacomune di Genova. Il 3 maggio 1168 i tre consoli di Civitas Nova firmarono l'adesione alla Lega Lombarda presso mwsqLodi e due anni più tardi la città venne offerta a mwsgPapa Alessandro III, che accettò di farla diventare un suo feudo e, così facendo, di legittimare la lotta dei comuni contro l'impero. Il nome della città venne quindi mutato in Alessandria, per esplicitare la sua appartenenza allo mwswStato della Chiesa.cite-ref-11[11]

La provocazione dei comuni ebbe l'effetto sperato: l'imperatore giunse in Italia nel 1174 e il 29 ottobre, dopo aver distrutto mwuqSusa e ottenuto la resa di mwugAsti, pose l'assedio ad Alessandria. Oltre ogni aspettativa, gli alessandrini resistettero agli attacchi per tutto l'inverno; il 12 aprile l'imperatore rinunciò all'assedio, poiché l'esercito della Lega si stava muovendo in difesa di Alessandria.cite-ref-12[12] Le armate si incontrarono presso mwvwMontebello, ma invece di combattere sospesero le ostilità per negoziare la pace. Il fallimento delle trattative sfociò nella nota mwwabattaglia di Legnano, che costituì una netta sconfitta per Federico Barbarossa. Ciò nonostante, durante la mwwqpace di Costanza il controllo di Alessandria passò direttamente all'imperatore e la città venne rinominata mwwgCesarea (mwwwKaiserstadt).cite-ref-13[13]

Il libero comune

La città venne concessa in feudo a mw1qBonifacio I del Monferrato nel 1193. Pochi anni più tardi, tuttavia, i cittadini della città si ribellarono all'autorità imperiale, abbandonando il nome mw1gCesarea e stringendo alleanza con le vicine mw1wAsti e mw2aVercelli, ma la disputa fu risolta dall'arbitrio dei comuni di mw2qMilano e mw2gPiacenza. Per Alessandria e il mw2wmarchesato del Monferrato cominciò quindi un periodo di tregua, caratterizzato da innumerevoli dispute diplomatiche e sporadiche alleanze. Alleati di Vercelli, gli alessandrini parteciparono alla mw3abattaglia di Casei Gerola nel 1213 e alla distruzione di mw3qCasale Monferrato nel 1215: in quest'occasione i soldati alessandrini sottrassero al mw3gduomo di Casale i corpi dei santi mw3wEvasio, Natale e Proietto, e due statue in ottone raffiguranti un galletto e un angelo, che collocarono sui pinnacoli della loro cattedrale. Il galletto è visibile ancora oggi sul tetto del mw4aPalazzo del Municipio di Alessandria. Gli scontri con il Monferrato si riaccesero nel 1228, quando mw4qBonifacio II si alleò con Asti e mosse guerra ad Alessandria. L'intervento della seconda Lega Lombarda, che assediò mw4gMombaruzzo, convinse il marchese alla resa.

«[...] Quel che più basso tra costor s'atterra,

guardando in suso, è Guiglielmo marchese,

per cui e Alessandria e la sua guerra

fa pianger Monferrato e Canavese.»


Nella seconda metà del XIII secolo, l'equilibrio politico del Piemonte mutò, a causa delle mire espansionistiche della mw5gcasa d'Angiò. Alessandria, insieme a molti altri comuni, decise quindi di nominare capitano della città mw5wGuglielmo VII del Monferrato. Nel 1291, tuttavia, i cittadini astigiani, anche loro sottomessi a Guglielmo VII, promisero agli alessandrini 85.000 fiorini d'oro in cambio della cattura del marchese. Attirato con un pretesto in città, Guglielmo VII fu imprigionato e fatto morire di fame pochi mesi più tardi. Suo figlio mw6aGiovanni I mosse guerra contro Asti e la sottomise, ma morì senza eredi nel 1303. mw6qCarlo II d'Angiò ne approfittò per occupare tutte le città a sud del mw6gTanaro, istituendo la contea di Piemonte.

Nel 1345, in seguito alla mw7qbattaglia di Gamenario, l'esercito del Monferrato e quello del comune di Milano si spartirono le terre angioine; Alessandria, perciò, passò sotto la protezione di mw7gLuchino Visconti. La vittoria nella mw7wbattaglia di Alessandria permise a mw8aGian Galeazzo Visconti di unificare i suoi territori nel mw8qducato di Milano.cite-ref-14[14] L'accentramento del potere nelle mani del duca, però, spinse i cittadini di Alessandria a sollevarsi, nel 1403. La rivolta venne domata dal condottiero casalese mw9gFacino Cane, che ne approfittò per restituire a Casale i corpi dei santi sottratti due secoli prima. Il condottiero, che sognava di creare un suo stato, si fece nominare signore di Alessandria, ma con la sua morte, avvenuta nel 1412, la città torno in pieno possesso dei Visconti. Nel 1417 mw9wFilippo Maria Visconti, per porre fine alle lotte tra le fazioni mw-adei guelfi e dei ghibellini istituì il partito della mw-qCasa Ducale, accogliendovi famiglie nobili di entrambe le fazioni e concedendo ad esse uno stemma comune e una piazza dove riunirsi.

Nel 1447 si estinse la dinastia dei Visconti e i cittadini di Milano proclamarono la mw-wrepubblica ambrosiana. mw-aCarlo di Valois, mw-qduca d'Orléans e signore di Asti vantava un diritto sul ducato e, perciò, diede inizio all'invasione delle terre milanesi saccheggiando e distruggendo i castelli di mw-gAnnone e mw-wFelizzano. Gli alessandrini, guidati da mwaqaBartolomeo Colleoni, spezzarono l'assedio di mwaqeBosco Marengo e sconfissero gli astigiani, mettendo fine alla rivendicazione degli Orléans.

Età moderna

Il mwaqkcontado di Alessandria, dunque, rimase stabilmente nelle terre milanesi e ne seguì le sorti: dapprima gli mwaqoSforza restaurarono il ducato, che venne poi occupato più volte dai francesi, colpevoli del saccheggio della città nel settembre 1527, e infine divenne una provincia spagnola. Con la sottomissione prima a Milano e poi alla mwaqsSpagna, Alessandria perse quell'autonomia che l'aveva contraddistinta fin dalla fondazione, ma la stabilità guadagnata le permise di svilupparsi e diventare un importante nodo commerciale tra mwaqwGenova e la mwaq0Lombardia. Il ponte sul Tanaro, la cui costruzione era cominciata nel 1455 per volontà di mwaq4Francesco Sforza, fu dotato di una nuova pavimentazione e di una copertura durante il XVII secolo.

La città fu anche colpita dalla mwaraguerra franco-spagnola: mwareArmando di Borbone-Conti e mwariFrancesco I d'Este, alla guida dell'esercito franco-sabaudo, nel 1657 tentarono di conquistare Alessandria, difesa dall'esercito ispano-lombardo; l'mwarmassedio fallì e la città rimase lombarda.

Nel 1707, durante la mwaruguerra di successione spagnola, Alessandria fu occupata dall'esercito imperiale, comandato dal mwaryprincipe Eugenio. Al termine del conflitto, il mwarctrattato di Utrecht ne sancì l'annessione al mwargducato di Savoia. La posizione strategica della città, confinante con le province lombarde in mano all'mwarkAustria, spinse mwaroVittorio Amedeo II a fortificarla militarmente, costruendovi mwarsun'imponente cittadella a pianta stellare, che prese il posto di Bergoglio. La sconfitta nella mwarwbattaglia di Bassignana e il successivo assedio francese della nuova cittadella sembrarono segnare le sorti sabaude nella mwar0guerra di successione austriaca, ma la situazione venne ribaltata dalla successiva mwar4battaglia di Piacenza.

Età contemporanea

Il periodo napoleonico

La mwasyprima campagna d'Italia, dovuta alle mire espansionistiche della mwascFrancia rivoluzionaria, causò l'occupazione francese della cittadella. L'esercito russo, membro della mwasgseconda coalizione e comandato da mwaskAleksandr Vasil'evič Suvorov, cacciò i francesi nel 1799. Con la vittoria francese nella mwasoseconda campagna d'Italia, conclusa dalla mwassbattaglia di Marengo, combattuta nel territorio alessandrino, l'intero ducato di Savoia passò sotto l'occupazione francese. L'annessione ufficiale alla mwaswFrancia avvenne due anni più tardi, nel 1802, e Alessandria divenne capoluogo del mwas0dipartimento di Marengo. mwas4Napoleone decise grandi rinnovamenti architetturali per la città: la cittadella venne ampliata e fortificata e l'antica cattedrale mwas8gotica venne abbattuta in favore di mwatauna nuova, in stile mwateneoclassico. Il galletto in ottone sottratto ai casalesi venne spostato sul mwatipalazzo del municipio, mentre l'angelo scomparve. Successivamente, nel 1814, la città venne conquistata dagli austriaci e il 30 maggio di quello stesso anno, dopo il mwatmtrattato di Parigi, rientrò a far parte del ducato di Savoia.

Il Risorgimento

«Innanzi a tutti, o nobile Piemonte,

quei che a Sfacteria dorme e in Alessandria

diè a l'aure per primo il tricolore,

Santorre

di Santarosa

»


L'insurrezione piemontese del marzo 1821, compresa nel contesto dei mwatgmoti del 1820-1821, partì da Alessandria: gli insorti, guidati da mwatkSantorre di Santarosa, presero controllo della cittadella e proclamarono la costituzione, issando una bandiera tricolore per la prima volta nella storia del mwatorisorgimento (non è chiaro se mwatsverde, bianca e rossa oppure di altri coloricite-ref-15[15]). Nel 2021 il mwauaPresidente della Repubblica, mwaueSergio Mattarella, scrisse una lettera all'allora mwauisindaco della città per commemorare il bicentenario dello storico evento.cite-ref-16[16] La rivolta, che non riuscì, spinse mwaucCarlo Felice di Savoia a cedere alle pressioni dell'impero austriaco, che già in precedenza aveva proposto al re di Sardegna un'occupazione preventiva della cittadella per combattere un'eventuale insurrezione, mirando a spostare il confine occidentale dell'impero ad Alessandria. La cittadella subì l'occupazione straniera per due anni. mwaugAndrea Vochieri e cinque militari che avevano partecipato all'insurrezione vennero in seguito fucilati.

La vittoria austriaca nella mwauoprima guerra d'indipendenza italiana portò all'mwausarmistizio di Vignale, con il quale l'Austria ottenne, per la seconda volta, il permesso per occupare la cittadella. Questa volta, però, per pochi mesi, grazie alle pressioni di Francia e Inghilterra, che ritenevano le condizioni imposte troppo severe. Durante la guerra, inoltre, il governo sardo, che temeva un'avanzata austriaca, decise di rimuovere la copertura del ponte, così da facilitare una sua eventuale demolizione.

Nell'ottobre 1859 fu scelta come una delle prime quattro mwau0province piemontesi. La città svolse un ruolo molto importante dal punto di vista logistico e del movimento delle truppe nella mwau4seconda guerra d'indipendenza italiana, dovuto alla sua vicinanza al confine lombardo: una buona parte dell'esercito francese si raccolse ad Alessandria prima di muovere verso est all'attacco dell'Austria insieme all'armata sarda. In seguito alla vittoria franco-sabauda nella guerra ed alla mwau8spedizione dei Mille, nel 1861 nacque il mwavaregno d'Italia.

Alessandria italiana

La nascita delle ferrovie e l'incremento dei commerci nel Nord-Italia, alla fine dell'Ottocento trasformarono Alessandria in uno dei punti nevralgici per il mercato italiano. Per la sua posizione, tra mwavcTorino, mwavgMilano e mwavkGenova, la città conobbe un grande incremento demografico, che portò ad un'espansione del territorio cittadino, e ad un importante sviluppo industriale, testimoniato dal successo di aziende come i cosmetici mwavoPaglieri, i profumi Gandini e, soprattutto, la mwavsBorsalino, la cui produzione di caratteristici cappelli in feltro diventò famosa in tutto il mondo. Nel 1891 fu inaugurato il nuovo ponte sul Tanaro, in mattoni e pietra.

mwav0Urbano Rattazzi, uno degli esponenti di spicco della mwav4Sinistra storica, era di Alessandria. Coprì molti incarichi ministeriali, prima nel mwav8Regno di Sardegna e successivamente nel mwawaRegno d'Italia, e fu nominato due volte mwawePresidente del Consiglio, nel 1862 e nel 1867. I suoi furono gli unici due brevi governi di sinistra in Italia nei primi anni dopo l'mwawiunità, in quanto la politica della giovane nazione fu dominata dal 1861 al 1876 dalla mwawmDestra storica. Una statua di Urbano Rattazzi è oggi posta in mezzo alla centrale piazza della Libertà, il centro politico della città. Il 25 luglio 1899 diventò la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata da una giunta a maggioranza mwawqsocialista.

Durante la mwawydittatura fascista Alessandria mantenne la sua importanza: negli anni 1930 edifici importanti furono costruiti, come l'ufficio postale di piazza Vittorio Emanuele II (oggi piazza della Libertà), progettato dall'architetto Franco Petrucci e decorato con i mosaici di mwawcGino Severini.

Durante la mwawkseconda guerra mondiale, nel dicembre 1943, la mwawosinagoga di Alessandria fu saccheggiata e parzialmente distrutta dai fascisti. A causa della sua mwawsstazione di smistamento e dei ponti sul mwawwTanaro e sul mwaw0Bormida, che erano un'infrastruttura cruciale del collegamento dalla mwaw4Liguria a Torino, Alessandria rappresentava un obiettivo militare strategico durante la guerra e subì pesanti bombardamenti aerei da parte degli mwaw8Alleati (specialmente durante l'mwaxaOperazione Strangle). Il 30 aprile 1944 le bombe caddero sul quartiere Cristo, a sud della città, causando 239 vittime e centinaia di feriti ed anche la distruzione del teatro municipale. A giugno i ponti sul Tanaro e sul Bormida furono attaccati e gravemente danneggiati. Un altro bombardamento, il 5 aprile 1945, sull'asilo infantile "Maria Ausiliatrice" di via Gagliaudo, accanto alla mwaxecattedrale, fece 160 vittime (tra cui 40 bambini). Quest'ultimo è ancora oggi ricordato dalla comunità cittadina come particolarmente crudele, in quanto colpì un convento, quindi un sito civile, ed avvenne solo 20 giorni prima della mwaxiliberazione dell'Italia dal fascismo, quando la guerra era ormai praticamente finita, risultando quindi irrilevante per l'evolversi degli eventi. Alla fine furono in tutto 559 le vittime alessandrine a causa dei bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale.cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]cite-ref-19[19] Il 29 aprile 1945 la città venne liberata dall'occupazione nazista (1943-1945) e dal mwax8fascismo dalla mwayaresistenza partigiana e dalla mwayeForça Expedicionária Brasileira.

Nel mwaymdopoguerra Alessandria seguì le sorti dell'Italia settentrionale, conoscendo inizialmente quello sviluppo e quella forma di benessere che si diffuse nel nord con il mwayqboom economico. Questa crescita venne resa possibile anche dalla fervente immigrazione che in quegli anni spinse molti italiani del sud a cercare migliori condizioni di vita al nord, contribuendo alla crescita demografica di molte città settentrionali, tra le quali Alessandria, che negli mwayuanni Settanta superò i 100000 abitanti. La città venne anche scossa dai fatti di cronaca a sfondo politico che insanguinarono l'Italia degli anni settanta: il 9 e il 10 maggio 1974, una rivolta interna al carcere si risolse tragicamente, con 7 persone morte e 14 ferite: quest'episodio fu ricordato come la "Strage di Alessandria". Inoltre, fu in una cascina nei pressi della città piemontese che si tennero le prime riunioni del gruppo delle mwayyBrigate Rosse ed ebbe luogo il mwaycsequestro Gancia.

Il 6 novembre 1994 Alessandria fu pesantemente colpita da una grave mwaykalluvione, che interessò ampie zone residenziali (specialmente i quartieri Orti, Rovereto, Borgoglio, Borgo Cittadella, Astuti e San Michele) e varie frazioni, provocando la morte di undici persone, nonché gravi danni alle abitazioni e alle attività economiche della zona. Il 26 novembre 2024 il mwayoPresidente della Repubblica, mwaysSergio Mattarella, fece visita alla città per commemorare il trentennale del tragico evento ed inaugurò un monumento in memoria delle vittime dell'alluvione di fronte al mwaywponte Meier.cite-ref-20[20]

Nel 1998 la città diventò sede, assieme a mwaziNovara e mwazmVercelli, dell'mwazqUniversità degli studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", che divenne la terza università pubblica della mwazuregione, dopo l'mwazyUniversità di Torino ed il mwazcPolitecnico di Torino.

Nel 2001 venne inaugurato un nuovo ponte sul Tanaro, il ponte Tiziano. Quindici anni più tardi, nel mwazk2016, fu inaugurato un nuovo ponte a campata unica, ilmwazoponte Meier, che sostituì totalmente il Ponte Cittadella, demolito a causa delle molteplici campate di cui era composto che permettevano l'accumulo di detriti in caso di abbondanti precipitazioni, aumentando di conseguenza il rischio di alluvione.

L'8 marzo 2020 Alessandria fu tra le prime mwazwprovince (unica in Piemonte insieme a quella di mwaz0Asti) ad essere dichiarate "zona rossa", quindi sottoposte a misura di mwaz4quarantena, a causa dell'alto tasso di diffusione del mwaz8COVID-19. Poco dopo, l'intero mwaaaterritorio nazionale venne dichiarato zona rossa.cite-ref-21[21]

Storia ebraica

Il primo mwaacebreo documentato ad Alessandria si chiamava Abraham (figlio di Joseph Vitale de Sacerdoti Cohen) ed aprì una banca per prestiti intorno al 1490. Nel 1590, gli ebrei furono espulsi dal mwaagDucato di Milano e uno dei discendenti di Abraham si recò a mwaakMadrid, che governava sul Ducato, nella quale gli fu permesso di restare grazie ad un'ingente somma di denaro a lui dovuta dal governo. Dei 230 ebrei che vivevano in città nel 1684, 170 erano membri della famiglia Vitale. Il mwaaoghetto ebraico venne aperto nel 1724. Tra il 1796 ed il 1814, sotto l'influenza francese ed insieme al resto degli ebrei italiani, la comunità ebraica cittadina si emancipò. Secondo il censimento di mwaasBenito Mussolini, nel 1938 in città vivevano 101 ebrei. Il 13 dicembre 1943 la mwaawsinagoga di via Milano fu attaccata dai mwaa0repubblichini: libri e manoscritti vennero prelevati dalla sinagoga e venne loro mwaa4dato fuoco in piazza mwaa8Rattazzi. In tutto, 48 ebrei furono deportati dalla mwabaprovincia di Alessandria, la maggior parte dei quali venne internata ed assassinata ad mwabeAuschwitz.cite-ref-22[22]

Simboli

Stemma

Lo stemma di Alessandria è praticamente coevo alla fondazione della sua città. Fu stabilito nel 1175 a ricordo della fine dell'assedio del mwab4Barbarossa.

Con mwacadecreto del mwacecapo del governo n. 3059-6 del 6 marzo 1941,cite-ref-23[23]cite-ref-24[24] lo stemma di Alessandria è mwacoblasonato in questo modo:

«D'

argento

alla croce di

rosso

, circondato da due rami di

quercia

e d'

alloro

, annodati da un nastro dai colori nazionali

;

sostegni

:

due

grifoni

al

naturale

,

controrampanti

, con le teste rivolte e le ali spiegate

;

motto

:

Deprimit Elatos Levat Alexandria Stratos

;

corona da Città.»

I sostegni, quindi, sono al naturale, cioè fulvi nella parte bassa, tronco e zampe, del leone e marroni nella parte alta, ali e zampe, dell'aquila. In origine i sostegni erano due mwadiangeli, ma, nel 1814, furono sostituiti con i grifoni.

Alcuni ritengono che la croce di rosso sia riconducibile allo mwadqstemma di Milano, adottato da molti comuni appartenenti alla mwaduLega Lombarda. Altri sostengono la tesi per cui la croce di rosso, invece, sia riconducibile al dono che mwadypapa Alessandro III offrì alla città in occasione del conferimento dello mwadcmwadgius episcopale: il mwadkVexillum Beati Petri'cite-ref-26[26], appunto, di bianco alla croce di rossomwad4.

Gonfalone

«Drappo di bianco, alla croce di rosso, con la bordura del campo, delimitata da un filetto di rosso, caricata della scritta in caratteri romani dello stesso,

Deprimit Elatos Levat Alexandria Stratos


Onorificenze

Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)

«Alla Città di Alessandria»


Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911

Titolo di Città

Nel 2016 riceve la menzione speciale per: "… il costante impegno per l’accessibilità in tempi difficili, per il suo impegno per rendere l’ambiente urbano accessibile per tutti i cittadini indipendentemente dalla loro capacità o età" nell'ambito del mwaecPremio europeo per le città accessibili, conosciuto anche con il suo nome inglese di Access City Award.cite-ref-27[27]

Monumenti e luoghi d'interesse

Il centro della città è caratterizzato dalla vastità di mwae4Piazza della Libertà, anticamente mwae8Platea Maior. La mwafapiazza d'armi voluta da mwafeNapoleone fu ottenuta mediante la demolizione, avvenuta nel 1803, dell'antica mwaficattedrale di San Pietro del XII secolo con opere di ampliamento del XIII secolo dell'architetto Ruffino Bottino di mwafmCasale. Agli inizi degli anni 2000 sono stati portati alla luce una parte dei resti delle fondamenta per studi di approfondimento e poi ricoperti. Al centro di essa sorge la statua di mwafqUrbano Rattazzi, opera di Ferruccio Pozzato, che sostituisce la fusione più antica di mwafuGiulio Monteverde, demolita per ricavarne metallo nel 1943, durante la mwafyseconda guerra mondiale.

Architetture civili

XII-XIII secolo

• mwafwmwaf0Palatium Vetus. Il palazzo, nella centrale piazza della Libertà, venne costruito intorno al 1170. Ha avuto funzione di mwaf4Broletto, nei secoli XIII e XIV, quindi centro della vita politica, amministrativa e giudiziaria del comune medioevale. Dopo molte vicissitudini nel 1856 il Comune di Alessandria lo cede allo Stato che ci sistema il corpo di guardia del Comando di Divisione. Fino al 1995 l'edificio ha ospitato il Presidio e il Distretto Militare e, dal 2012, è sede della mwaf8Fondazione cassa di risparmio di Alessandria che ne ha completamente finanziato il restauro.

XVII secolo

• mwagqmwaguPalazzo Guasco. Situato nell'omonima via Guasco la sua storia risale ai primi secoli dalla fondazione della città. L'attuale conformazione è del secolo XVIII. L'ala destra del palazzo è sede di alcune sezioni dell'Amministrazione Provinciale: la Direzione Economia e Sviluppo della Provincia di Alessandria (che comprende l'Assessorato alla Cultura e l'Assessorato al Turismo), la Biblioteca Provinciale di Editoria locale, l'Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea e la Galleria d'Arte Moderna. In attesa di restauro di alcuni saloni del palazzo che conservano la struttura architettonica settecentesca. L'ala sinistra del palazzo, invece, è proprietà privata. Degno di nota il piccolo teatro, non aperto al pubblico, presente all'interno dell'ala privata.

XVIII secolo

• mwagoPalazzo del Municipio o mwagwPalazzo Rosso. Definito mwag0Palazzo Rosso dal colore della facciata, fu edificato nel XVIII secolo, è dotato di un particolare mwag4orologio a tre quadranti (da notare sulla sommità il galletto sottratto dagli alessandrini ai mwag8casalesi nel 1225); distrutto dai bombardamenti di guerra nel 1944 l'edificio che si presenta è il risultato di un successivo intervento di ricostruzione.
• mwahemwahiPalazzo Ghilini. Eretto da mwahmTommaso Ottaviano Antonio Ghilini marchese dell'omonima famiglia, è sede dell'Amministrazione Provinciale e della mwahqPrefettura. Progettato da mwahuBenedetto Alfieri nel 1733, di pregevoli forme mwahybarocche, considerato il più bello e monumentale della città.
• mwahgmwahkPalazzo Cuttica di Cassine. Futura sede del Museo Civico e già sede del mwahoConservatorio Statale di Musica "Antonio Vivaldi" e precedentemente del liceo musicale.
• mwahwmwah0Palazzo dal Pozzo. Situato in piazzetta Santa Lucia, risalente al XVIII secolo di stile prettamente barocco. È stato sede della mwah4Società del Casino dal 1862 al 1868, per alcuni decenni dell'Archivio Notarile e dal 1962 al 1982 nuovamente della Società del Casino.
• mwaiaArco di trionfo. Situato al termine di via Dante fu eretto nel 1768 a ricordo della visita di mwaiiVittorio Amedeo III e di mwaimMaria Antonia di Spagna. È un raro esempio di arco settecentesco.
• mwaiuPalazzo Prati di Rovagnasco. Costruito verso la metà del Settecento per volontà del marchese Carlo Giacinto Prati, l'edificio è stato ristrutturato e in parte alterato dopo la Seconda Guerra Mondiale ed è distribuito su tre piani che si snodano con una pianta ad U intorno a un cortile centrale: un corpo principale che si affaccia su via XXIV Maggio e da due ali laterali lungo le vie Giuseppe Verdi e San Giacomo della Vittoria. I tipici elementi decorativi dello stile barocco sono ridotti secondo un gusto ormai orientato come in edifici coevi verso forme di austerità classicheggiante, tanto che il palazzo può essere considerato la più severa fra le dimore signorili del Settecento alessandrino.cite-ref-architetturecivilialessandria-28-0[28]

XIX secolo

• mwai8Villa Guerci.
• mwajeGalleria Guerci. si tratta di un “mwajipassage” con tetto vetrato che unisce via san Giacomo della Vittoria a via san Lorenzo e deve il suo nome a Giovanni Guerci (1834-1908), impresario e costruttore alessandrino che la fece erigere nel 1895. Fu restaurata nel 1948 dopo i danni subiti dai bombardamenti aerei nel 1945.
• mwajuPiazza Garibaldi. Realizzata tra il 1885 ed il 1900 su disegno dell'ingegnere Ludovico Straneo, è una delle piazze porticate più estese del mwajyPiemonte.

XX secolo

• mwajsPalazzo del Monferrato. Sito in via San Lorenzo, è stata edificato nel 1932-1933 su progetto dell’architetto torinese Giovanni Chevalley come sede della Camera di Commercio sino al 2001 ed attualmente è sede di mostre artistiche e pittoriche.
• mwaj0Dispensario antitubercolare e Laboratorio provinciale di igiene e profilassi. Opera di mwaj8Ignazio Gardella, realizzate tra il 1934 e il 1939, sono considerate capolavori dell'architettura del mwakaRazionalismo italiano.
• mwakiPalazzo delle Poste. Edificato tra il (1939 e il 1941) di stile schiettamente razionalista è decorato con un bel mosaico lungo 38 metri di mwakqGino Severini sulla facciata.
• mwakymwakcCase per impiegati della Borsalino. Opera dell'architetto mwakgIgnazio Gardella progettata tra il 1949 e il 1951 e realizzata nel 1952.
• mwakomwaksCasa di via Trotti. Opera dell'architetto mwakwIgnazio Gardella progettata e costruita tra il 1953 e il 1954.
• mwak4mwak8Taglieria del pelo. Reparto della fabbrica di cappelli Borsalino progettato da Ignazio Gardella ed edificato tra il 1949 e il 1956.
• mwalemwaliIstituto tecnico industriale statale Alessandro Volta. Edificio scolastico progettato da Ignazio Gardella ed edificato tra il 1963 e il 1966.
• mwalqComplesso Agorà. Complesso multifunzionale progettato da Ignazio e mwalyJacopo Gardella durante gli anni Ottanta.

XXI secolo

• mwal4mwal8Ponte Cittadella. Il ponte detto appunto "Cittadella" è, per la sua storia e la sua importanza strategica, il principale ponte di Alessandria che unisce le due sponde cittadine del fiume mwamaTanaro. Nell'agosto del 2009 è stato demolito il terzo ponte della storia della città dalla sua fondazione inaugurato nel 1891.cite-ref-29[29] Il ponte del 1891 rimpiazzò un più antico ponte in pietra coperto, inaugurato nel 1455 che a sua volta sostituì un originario ponte in legno. Il Comune di Alessandria incaricò nel 1996 l'architetto mwamuRichard Meier di progettare un nuovo ponte a campata unica. L'attuale è stato inaugurato il 23 ottobre 2016.

Architetture religiose

XII-XIII secolo

• mwaquCattedrale di San Pietro, demolita. Antica cattedrale di Alessandria, edificata contestualmente alla fondazione della città. Per oltre seicento anni, con demolizioni, rifacimenti, abbellimenti e riadattamenti, è stata il cardine principale del tessuto urbano alessandrino, religioso e civile. La cattedrale venne demolita nel 1803 su ordine di mwaqcNapoleone Bonapartecite-ref-30[30].
• mwaq0Chiesa di santa Maria di Castello. In seguito alla demolizione della cattedrale risulta essere la più antica della città, risale al XII secolo ma si rilevano due sedimenti ancora più antichi, dell'VIII e IX secolo. Situata nel cuore di mwaq8borgo Rovereto, fonde una stratificazione di stili di epoche diverse; nei sotterranei si possono osservare i resti delle due precedenti chiese.
• mwareComplesso conventuale di San Francesco, sconsacrato. Era, nel mwarmmedioevo, uno dei principali edifici religiosi della città di Alessandria. Si estendeva su gran parte dell’isolato compreso tra le odierne via XXIV Maggio, su cui si apriva l’accesso principale, via Cavour, corso Cento Cannoni, via Lanza, vicolo dal Verme e via san Giacomo della Vittoria.cite-ref-assessorato-cultura-alessandria-31-0[31] Nel 1802 la chiesa venne abbandonata dai francescani con la soppressione degli ordini religiosi imposta da mwargNapoleone; l'intero complesso fu quindi adibito a caserma di cavalleria, prima, e mwarkospedale militare poi.

XIV-XV secolo

• mwar4mwar8Chiesa di San Giacomo della Vittoria. La chiesa fu fatta erigere come forma di ringraziamento per la vittoria riportata dalla città di Alessandria e dalle truppe mwasaviscontee, agli ordini del condottiero veronese mwaseJacopo Dal Verme, contro i francesi, guidati da mwasiGiovanni III d'Armagnac. La vittoria, che costò anche la vita al Conte d'Armagnac, avvenne il 25 luglio 1391, giorno di mwasmsan Giacomo.
• mwasuChiesa di santa Maria del Carmine. È tra le chiese più antiche della città di Alessandria, fondata dall'mwascOrdine della Beata Vergine del Monte Carmelo nel XIV secolo.
• mwaskComplesso conventuale di San Bernardino, demolito. Venne fondato dall'mwassOrdine dei frati Minori della regolare osservanza intorno al 1430. Soppresso dal mwaswregime napoleonico nel 1802, fu completamente atterrato nel 1841 per far luogo all'edificio di un nuovo penitenziario realizzato tra il 1841 e il 1845.

XVII secolo

• mwateChiesa della Beata Maria Vergine del Monserrato. Unico edificio superstite in città del periodo della mwatmdominazione spagnola, e situata nell'omonima piazza, si trova nel cuore del centro storico di mwatqborgo Rovereto a pochi passi dalla mwatuchiesa di Santa Maria di Castello.

XVIII secolo

• mwat8Chiesa di Sant'Alessandro. Esempio di mwauearchitettura barocca del centro storico cittadino, fu edificata alla metà del XVIII secolo dall'Ordine dei mwauiBarnabiti. Utilizzata dal 1803 al 1810 come mwaumDuomo interinale in seguito alla demolizione da parte delle truppe francesi di Napoleone del vecchio Duomo di San Pietro, nel 1805 fu visitata da mwauqPapa Pio VII di ritorno da Parigi. Nella cripta della chiesa dimorano le spoglie del letterato alessandrino del XVIII secolo mwauuGiulio Cesare Cordaracite-ref-32[32]cite-ref-33[33].
• mwau8Chiesa di santo Stefano. Inserita nel tessuto urbanistico di borgo mwaveRovereto, fu costruita nella seconda metà del XVIII secolo a causa della demolizione di una precedente chiesa di Santo Stefano, esistente a mwaviBergoglio, e demolita unitamente a tutto il borgo a partire dal 1728, per lasciare spazio alla nuova costruzione della mwavmcittadella militare.
• mwavuChiesa di san Lorenzo.
• mwavcChiesa di san Rocco.
• mwavkChiesa di san Giovannino. La chiesa è la sede della mwavsVeneranda Confraternita del Santissimo Crocifisso di Alessandria.
• mwav0Chiesa di santa Lucia.
• mwav8Chiesa dei santi Sebastiano e Dalmazzo.
• mwawqmwawuChiesa di Santa Varena.

XIX secolo

• mwaxaCattedrale dei Santi Pietro e Marco. Quasi adiacente a piazza della Libertà, sede della antica cattedrale, è la piccola ed elegante piazza del mwaxiDuomo, con la nuova mwaxmcattedrale mwaxqneoclassica (costruita tra il 1807 e il 1810, poi rimaneggiata tra il 1874 e il 1879; conserva al suo interno la statua lignea della mwaxuMadonna della Salve. Sul lato sinistro della facciata spicca mwaxymwaxcGagliaudo che regge una formaggetta lodigiana, scultura romanica raffigurante l'eroe alessandrino che secondo la leggenda si distinse nel corso dell'assedio del mwaxgBarbarossa. Da notare sul fianco destro della Cattedrale l'altissimo e imponente mwaxkcampanile di gusto eclettico, costruito a più riprese fra l'ultimo decennio dell'Ottocento e il 1922; con i suoi 106 metri di altezza è il terzo più alto d'mwaxoItalia dopo il Campanile di mwaxsMortegliano e il mwaxwTorrazzo di Cremona. Il campanile contiene un concerto di 5 campane in do3 maggiore.
• mwax4Chiesa dei santi Antonio e Biagio.
• mwayaSantuario Beata Maria Vergine di Loreto.
• mwayiChiesa della Beata Maria Vergine delle Grazie.
• mwayqChiesa del Cimitero urbano.
• mwayyChiesa del Cuore Immacolato di Maria.
• mwaygChiesa di Maria Santissima della Misericordia.
• mwayomwaysSinagoga di Alessandria. Costruita nel 1871, su progetto dell'architetto mwaywGiovanni Roveda, è un esempio monumentale di sinagoga ottocentesca italiana. Si trova nel centro storico, nell'area del vecchio mway0ghetto.

XX secolo

• mwaziChiesa di san Baudolino.
• mwazcChiesa di san Pio V.
• mwazkSantuario Nostra Signora di Lourdes.
• mwazsChiesa di san Giuseppe.
• mwaz0Santuario del Sacro Cuore.
• mwaz8Santuario di san Giacomo.
• mwa0eChiesa di san Gaudenzio martire, chiesa cattolica di mwa0iRito greco-bizantino costruita nel 1994 per le comunità mwa0mromena, mwa0qmoldava, mwa0userba, mwa0ymontenegrina, mwa0cgreca, mwa0gbulgara e per la minoranza serba della mwa0kCroazia.

Architetture militari

XVIII secolo

• mwa08Cittadella Militare. Sorge sulla sponda sinistra del fiume mwa1eTanaro. È un'imponente costruzione militare innalzata su progetto di mwa1iIgnazio Bertola, una delle principali al mondo per importanza. La costruzione, voluta da mwa1mVittorio Amedeo II di Savoia nel XVIII secolo, comportò l'evacuazione e la demolizione dell'intero quartiere di Borgoglio. Di proprietà dell'mwa1qAgenzia del Demanio, è visitabile grazie alle guide preparate dal mwa1uFAI: è a pianta stellare, con sei bastioni attorniati da fossati. Di notevole interesse mwa1yarchitettonico-mwa1cmilitare i quartieri militari con gli edifici settecenteschi e ottocenteschi

XIX secolo

• mwa1wCaserma Valfré di Bonzo.
• mwa14Forte Bormida.
• mwa2aForte Ferrovia.
• mwa2iForte Acqui.

Alberi monumentali

• mwa2omwa2sPlatano di Napoleone. Lungo la mwa2wex statale n. 10 che collega Alessandria a mwa20Spinetta Marengo svetta il cosiddetto mwa24mwa28Platano di mwa3aNapoleone, uno dei più grandi alberi monumentali d'Italia. La leggenda vuole che sia stato messo a dimora nel 1800 a seguito della vittoria sugli austriaci alla mwa3ebattaglia di Marengo. Il Platano, della mwa3ispecie mwa3mmwa3qPlatanus occidentalis, è alto 48 metri e ha una circonferenza alla base del tronco di oltre 8 metri. Sembra che fino agli inizi del XX secolo fossero rimasti ancora cinque esemplari superstiti di un viale completo che dalle porte di Alessandria giungeva sino a Marengo.cite-ref-34[34] Le coordinate del platano si possono trovare nella pagina descrittiva dell'immagine.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-35[35]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano mwa4i14 938, ovvero il 16,26% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cite-ref-36[36]

• mwa4kRomania mwa4o3 256
• mwa4wAlbania mwa403 181
• mwa48Marocco mwa5a2 137
• mwa5iCina 703
• mwa5qNigeria 701
• mwa5yUcraina 551
• mwa5gEgitto 307
• mwa5oEcuador 289
• mwa5wPakistan 264
• mwa54Bangladesh 221

Religione

La mwa6yreligione più diffusa tra gli abitanti di Alessandria è il mwa6ccristianesimo; in particolare, la grande maggioranza di essi è di confessione mwa6gcattolica. La città, infatti, è sede della mwa6kdiocesi di Alessandria, mwa6osuffraganea dell'mwa6sarcidiocesi di Vercelli ed appartenente alla mwa6wregione ecclesiastica Piemonte, il cui attuale mwa60vescovo è mwa64Guido Gallese; nel 2022 contava mwa68140 500 battezzati su mwa7a153 500 abitanti.

Tuttavia sono presenti molteplici mwa7iminoranze sia di antica origine, come quella giudaica, sia come diretta conseguenza dell'mwa7mimmigrazione. Le minoranze più diffuse sul mwa7qterritorio sono:

• la mwa7cComunità ebraica di Alessandria con la sua mwa7gSinagoga.cite-ref-37[37] Seppure sia di ridotte dimensioni, ha avuto parte importante nella storia della mwa70città e in generale del basso mwa74Monferrato;cite-ref-38[38]
• la comunità mwa8qortodossa è presente in città principalmente con ortodossi mwa8urussi e la mwa8yChiesa ortodossa russa di mwa8cSan Nicola inaugurata nel 2008.cite-ref-39[39] Ci sono inoltre gli ortodossi mwa8wMoldavi e mwa80Rumeni con la mwa84Chiesa ortodossa moldava-mwa88rumena del Santo Gerarca Barlaamo di mwa9aMoldavia;cite-ref-40[40]
• la comunità mwa9yvaldo-mwa9cmetodista;cite-ref-41[41]
• la comunità della mwa90Chiesa cristiana avventista del settimo giorno. Il tentativo di fondazione della Chiesa avventista di Alessandria risale al 1935 quando viene assunto Giovanni Emilio Fischer. Nello stesso anno si invia Daniele Cupertino perché curi quella chiesa in sostituzione di Elia Bertalot;cite-ref-42[42]
• la comunità della mwa-mChiesa avventista del riposo sabatico è anch'essa presente in mwa-qcittà. Tra il 1994-1995 si diffuse la conoscenza della chiesa non solo tra la parentela di mwa-uitalo-tedeschi ma anche tra alcuni alessandrini;cite-ref-43[43]
• la comunità della mwa-sChiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (mwa-wMissionari Mormoni) è presente in città dagli inizi degli anni ‘70;cite-ref-44[44]
• la comunità alessandrina dei mwa-iPentecostali delle mwa-mAssemblee di Dio in Italia;cite-ref-45[45]
• la comunità dei mwa-kTestimoni di Geovacite-ref-46[46]
• la comunità della mwa-8Chiesa cristiana evangelica dei fratelli;cite-ref-47[47]
• la comunità della mwbauChiesa di Cristo;cite-ref-48[48]
• la comunità mwbasislamica di Alessandria dispone di una propria mwbawmoschea nel centro storico della città;cite-ref-49[49]
• la comunità di religione mwbbibuddhista inaugurata il 27 gennaio 2008 con la partecipazione del Ven. mwbbmLama Gangchen mwbbqRinpoche, Lama Michel Rinpoche e del Maestro mwbbuZen Rev. Daido Strumia;cite-ref-50[50]
• la comunità mwbbsbahá’í di Alessandria dove viene redatta la rivista mwbbwOpinioni bahá'ícite-ref-51[51] e la città vanta anche la figura storica di Arturo Figini, un importante artista di questa fede.cite-ref-52[52]
• la comunità mwbcyantroposofica di Alessandria nata nel 2000 vuole dedicarsi alla divulgazione del pensiero di mwbccRudolf Steiner, mwbcgfilosofo e mwbckpedagogista mwbcoaustriaco, per la conoscenza dell'essere umano attraverso il mwbcsgruppo pedagogico Steineriano.cite-ref-53[53]

Istituzioni, enti e associazioni

• mwbdcAzienda ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, che è un'eccellenza nella mwbdgregione e nel 2025 è stato inserito nella lista dei 21 migliori ospedali d'mwbdkItalia de mwbdoIl Sole 24 Ore.cite-ref-54[54]cite-ref-55[55]

Cultura

Istruzione

Biblioteche

• Biblioteca Civica mwbe0Francesca Calvo, fondata nel 1806
• Biblioteca dell'archivio di Stato di Alessandria, fondata nel 1940
• Biblioteca Diocesana del Seminario vescovile, istituita dal Vescovo di Alessandria Giuseppe Tommaso de Rossi tra il 1774 e 1776 aperta sia ai seminaristi che ai letterati del periodo, diventando così una biblioteca a carattere pubblico.
• Biblioteca del Conservatorio statale di musica Antonio Vivaldi, fondata nel 1941
• Biblioteca dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria, fondata nel 1978, situata all'interno di Palazzo Guasco
• Biblioteca del gruppo archeologico del Basso Piemonte, fondata nel 1990
• Biblioteca del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica e Dipartimento di scienze giuridiche e economiche dell'Università degli studi del Piemonte orientale A. Avogadro, fondata nel 1993
• Biblioteca dell'azienda teatrale alessandrina, fondata nel 1986
• Biblioteca dell'ospedale civile Santi Antonio e Biagio fondata nel 1902,cite-ref-56[56] situata all'interno dell'ospedale civile
• Biblioteca Popolare Serafino Bruna, fondata nel 1914

Scuole

Oltre allo storico mwbf0liceo classico Umberto Eco, hanno sede ad Alessandria un liceo scientifico e un istituto di istruzione superiore comprendente licei e istituti tecnici.

Università

Insieme a mwbgqNovara e mwbguVercelli, Alessandria è sede dell'mwbgyUniversità del Piemonte Orientale. Qui infatti sono dislocati tre dei sette Dipartimenti che compongono l'Ateneo (di cui tre in comune con le altre sedi): il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica, il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali, il Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa ed il Dipartimento di Studi Umanistici. Ad Alessandria vi è inoltre una sede del mwbgcPolitecnico di Torino.

Musei [ 57 ]

• Museo Civico: riaperto nella nuova sede di palazzo Cuttica di Cassine, conserva tra l'altro, due mwbg8arazzi fiamminghi di pregevole fattura, risalenti al XVII secolo; un interessante polittico dell'Incoronazione della Vergine di mwbhaGandolfino da Roreto; i paramenti sacri di mwbhepapa Pio V e i corali destinati al convento di Santa Croce di mwbhiBosco Marengo da lui stesso ordinati; una collezione archeologica di età preromana e romana e delle opere dedicate a Napoleone Bonaparte e alla battaglia avvenuta a Marengo;
• Teatro delle scienze composto da due sezioni: il Museo di scienze naturali e il Planetario;cite-ref-58[58]
• mwbhsMarengo Museum, dedicato alla mwbhwbattaglia di Marengo;
• Museo del Ferro;
• Museo del Cappello Borsalino, situato nel Palazzo Borsalino, al cui interno nella sala Campioni ospita tutti i campioni di copricapo prodotti dall'azienda dal 1857 ad oggi;
• Museo Alessandria città delle Biciclette (mwbiaAcdB), inaugurato nel 2016 a Palazzo Monferrato, dedicato alla storia della bicicletta in città ed ai campioni che qui hanno iniziato a correre.
• Antiquariumcite-ref-antiquarium-forum-fulvii-alessandria-57-1[57]
• Collezione d'Arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandriacite-ref-59[59]
• Museo del Fiumecite-ref-60[60]
• Museo Uniformi Storiche 1848 -1946
• Pinacotecacite-ref-61[61]

Arte

La città di Alessandria è citata nella mwbjgmwbjkDivina Commedia di mwbjoDante:

«Quel che più basso tra costor s’atterra

guardando in suso, è

Guiglielmo

, marchese,

per cui e Alessandria e la sua guerra
fa pianger Monferrato e Canavese»


Teatro

La tradizione teatrale alessandrina è stata nei secoli molto florida.

Teatro di Palazzo Guasco

Nel nuovo clima politico creatosi all'indomani del Trattato di Utrecht, la città di Alessandria trovò nuovi spunti e nuovi stimoli per la vita sociale cittadina. In questo contesto il Marchese Don Filippo Guasco Gallarati di Solerio decise di incorporare un piccolo teatro pubblico nel suo mwbkypalazzo Guasco. Nasceva così il primo teatro cittadino. Il 27 marzo 1729 il re di Sardegna mwbkcVittorio Amedeo II consegnò al marchese Guasco le mwbkgregie patenti per l'apertura e la gestione del suo teatro.

Nel settembre dello stesso anno, alla presenza del principe ereditario mwbkoCarlo Emanuele, il teatro venne inaugurato ufficialmente con una rappresentazione d'opera di rilievo. L'unica testimonianza di quel periodo è la cosiddetta "Cronaca Bolla" che così commenta l'evento musicale dell'inaugurazione del teatro: "mwbksOh quanto meno avrebbe egli contribuito al pubblico bene della città, se avesse impiegato il di lui contante (!!) ed il bel talento, ond'è fornito, in qualche più proficuo ritrovamento!".

Nel 1766 la sorda avversione della borghesia e del clero contro il teatro finì per stancare i marchesi di Solerio. In quell'anno ebbe luogo l'ultima recita della mwbk0Semiramide di mwbk4Pietro Metastasio, quindi il teatro venne chiuso definitivamente e i marchesi consegnarono le regie patenti ai decurioni perché venissero riutilizzate per il teatro Municipale di futura nuova costruzione.

Teatro Municipale

Il teatro municipale venne costruito all'interno del palazzo di città o palazzo rosso (il palazzo del municipio). Si può ancora notare il mwblefoyer del teatro che ospita l'mwbliUfficio per le relazioni con il pubblico.

Le regie patenti e i privilegi che furono propri del teatro Guasco vennero trasferiti per il teatro Municipale. La posa della prima pietra avvenne il 6 settembre 1772, e tre anni più tardi l'architetto Giuseppe Caselli consegnò alla città le chiavi del nuovo teatro. La sera del 17 ottobre 1775 per la prima volta il mwblqsipario del municipale venne alzato. Dal palco si poteva ammirare il perfetto mwbluemiciclo della sala disposta a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e sopra di essi un piccolo mwblyloggione. Il teatro aveva circa 1500 posti a sedere. L'opera scelta per la sera di inaugurazione fu l'opera seria "Antigona" su mwblclibretto di G. Roccaforte e musicato da mwblgGiuseppe Ferdinando Bertoni.

Interessante notare che i palchi furono acquistati dalle famiglie alessandrine più importanti per censo, posizione sociale e politica. Il 28 giugno 1775 gli 88 palchi disponibili vennero estratti a sorte e assegnati dal governatore della città ai 60 acquirenti. Esiste un elenco, databile a seguito della battaglia di Marengo durante il periodo napoleonico, dei proprietari dei palchi del teatro Municipale, conservato presso l'Archivio di Stato di Alessandria.

Uno dei più noti direttori d'orchestra dell'Ottocento che onorò il podio del municipale di Alessandria, fu il M° mwblsAntonino Palminteri. Per la prima de mwblwL'Amico Fritz, Anfione, giornalista della mwbl4Gazzetta di Torino, nel maggio 1896 così si esprime:"Bene i comprimari e i cori; l'orchestra attenta, disciplinata, rende tutti i coloriti, tutte le fioriture, e di ciò va dato merito speciale al maestro Antonio Palminteri, concertatore scrupoloso, direttore energico e sicuro".cite-ref-62[62]

La vita del municipale terminò nel 1944 quando, durante il bombardamento del 1º maggio, il teatro e la relativa ala del palazzo del municipio vennero irrimediabilmente compromesse da un incendio.

Teatro Comunale

La struttura di maggiore interesse teorico risulta, oggi, essere il mwbnkTeatro Comunale in Viale Libertà che fu costruito tra il 1969 e il 1978 sul luogo del vecchio teatro mwbno"Virginia Marini", danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e demolito nel 1965, il quale dispone di circa 1200 posti a sedere nella sala principale. Sono presenti anche due sale secondarie: la sala Ferrero e la sala Zandrino.

Il Teatro Comunale venne chiuso in via precauzionale il 2 ottobre 2010 a causa dell'inquinamento da mwbnwpolvere d'amianto. Esso era presente nell'mwbn0impianto di riscaldamento, nei rivestimenti delle poltrone e in grande quantità nella stessa aria del Teatro.
I lavori di bonifica vennero sospesi dopo pochi mesi e ripresero solo nel 2013 grazie al contributo della mwbn8Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.
Il teatro dovrebbe riaprire parzialmente nell'autunno del 2026.cite-ref-63[63]

Altri teatri cittadini

Qui di seguito l'elenco degli altri teatri cittadini che si sono nei secoli susseguiti:

• Arena Bellana, 1856-1879. Teatro pubblico scoperto che ospitò spettacoli equestri, presentazioni di animali feroci, acrobati e funamboli, pagliacci. In seguito anche spettacoli lirici e di prosa. L'arena era molto amata dal pubblico. La quindicenne mwbokVirginia Vasino conobbe proprio in questo teatro pubblico il suo futuro marito, l'attore fiorentino Giovan Battista Marini. L'Arena Bellana fu distrutta da un incendio.
• Politeama Gra, 1882-1902. Sulle ceneri dell'Arena Bellana il signor Gra, parente del Bellana, costruì il modesto teatro popolare coperto. Il teatro ospitò spettacoli di prosa, lirici e di operetta. Il già citato M° mwbosAntonino Palminteri presso il Politeama Gra nel 1898 approda con mwbowmwbo0La Traviata e mwbo4mwbo8La Bohème; nel 1899mwbpa dirige mwbpeCavalleria Rusticana di mwbpiPietro Mascagni, mwbpmManonmwbpq di mwbpuJules Massenet e mwbpyAndrea Chéniermwbpc di mwbpgUmberto Giordano. In particolare, per la messa in scena dell'opera mwbpkmwbpoAndrea Chénier nel novembre del 1899, la Stampa così si espresse: "[Antonino Palminteri] ha saputo infondere nella interpretazione dello spartito del Giordano, tutta la esuberante sua foga meridionale. [...] Non un particolare, non una "nuance" della musica egli trascura, secondato bravamente dalla sua valorosa orchestra"cite-ref-64[64]. Anche al Politeama Gra spettò la stessa sorte dell'Arena Bellana e fu distrutto da un incendio.
• Arena Garibaldi, poi Arena-Teatro Verdi, 1881-1916. Strutture temporanee attive, in piazza Garibaldi, nei mesi estivi dal 1º giugno al 3 agosto. L'Arena Garibaldi offriva principalmente spettacoli di marionette organizzati dal burattinaio veneto Zane. Dal 1903 l'Arena intitolata a mwbqaVerdi e ristrutturata in un modesto teatro in legno con una birreria annessa. Le attività stagionali in questa area terminarono a causa dello sviluppo urbanistico della città.
• Circo Pollarolo, 1890-1892. Struttura in ferro, tessuto e legname con spettacoli di prosa, arte varia ed equestri.
• Teatro Finzi, poi Teatro Verdi, poi Teatro del Popolo, 1906-1922. Il teatro ospitò spettacoli di opera, prosa e negli anni successivi alla prima guerra mondiale venne organizzata una scuola di cultura. Dopo l'inaugurazione il teatro rimase chiuso per parecchio tempo riaprendo in seguito con il nuovo nome dedicato a Verdi. Dal 1920 mutò ancora il nome in Teatro del Popolo. Anche questo teatro venne distrutto in parte da un incendio nel 1922. Nell'aprile del 1944 un bombardamento terminò l'opera dell'incendio di qualche decennio prima.
• Teatro Virginia Marini, 1917-1965. Il teatro dedicato all'attrice alessandrina ospitò numerose compagnie drammatiche, spettacoli d'opera e di musica sinfonica. Venne demolito nel 1965 per lasciare spazio alla costruzione dell'attuale Teatro Comunale. Si ricorda un grande concerto sinfonico dell'orchestra del mwbqqTeatro alla Scala nel 1956 diretta da mwbquGuido Cantelli.
• mwbqcTeatro San Francesco. 1920 circa. In attività.
• Teatro Arnoldi. Chiuso.
• Cinema Teatro Alessandrino, 1966. In attività.
• Cinema Teatro Ambra. In attività.
• Teatro Parvum. In attività.
• Teatro Laboratorio Sociale, mwbq02008. In attività. Ricavato in alcuni locali della dismessa caserma dei pompieri.

Musica

Conservatorio

Alessandria è sede del mwbrmConservatorio Statale di Musica "Antonio Vivaldi". Nasce come scuola di musica gratuita il 30 dicembre 1858, grazie al supporto dell'amministrazione comunale dell'epoca. Intorno al 1880 la scuola venne ingrandita e il 16 novembre 1892 il consiglio comunale fissò un regolamento in 58 articoli, il nome venne cambiato in Scuola di Musica e Canto Corale, per regio decreto ente morale. Il 4 aprile 1928 si trasforma in Civico Liceo Musicale e nel 1955 si trasferisce in un'ala del mwbrqPalazzo Cuttica di Cassine. A partire dall'mwbruanno scolastico 1969/1970, diventa Conservatorio Statale con - inoltre - la scuola media annessa.

Cucina

I piatti rappresentativi della città di Alessandria, oltre alle portate di tipica matrice piemontese, sono:

• i mwbromwbrsrabatòn (rotolini di spinaci, ricotta ed erbette bolliti in acqua calda e successivamente gratinati al forno con formaggio, burro e salvia);
• il mwbr0pollo alla Marengo (pollo condito con gamberi di fiume e uova, il cui nome deriva dalla famosa mwbr4battaglia di Marengo);
• la farinata (chiamata anche mwbsabela cauda, è una torta di ceci di antica origine genovese, qui sviluppatasi per merito degli intensi rapporti tra la pianura e il mare).

Fra i dolci tipici, che hanno ricevuto la mwbsidenominazione comunale d'origine, si trova il mwbsmLacabòn, a base di mwbsqmiele e mwbsualbume, venduto durante la festa di santa Lucia e sant'Antonio; cannoncini e mwbsybignè, tartufata ed mwbscamaretti, mwbsgpolenta dolce di Marengo, meardini, e gallinotti al rum, mandrugnén, nugatelli, torta albanese e farció.cite-ref-65[65]

Eventi

• Festival Adelio Ferrero Cinema e Critica

• Concorso Internazionale di Chitarra Classica "Michele Pittaluga"
• Festival Internazionale di Musica "Echos. I Luoghi e la Musica"
• Festival di musica PianoEchos. Settimane pianistiche internazionali in Monferrato"
• Biennale di Poesia di Alessandria. La mwbtyBiennale di Poesia di Alessandria dal 1981 raduna i più importanti poeti italiani, dal 1996 anche quelli internazionali. L'evento conclusivo, che vede anche una sezione dedicata ai giovani autori, si tiene ad anni alterni nel periodo autunnale; negli intermezzi si svolgono attività di produzione editoriale e di varia proposta culturale nei campi della letteratura. Come fonti, si possono consultare: il sito ufficiale e il blog della Biennale di Poesia;cite-ref-66[66] i cataloghi di Joker, editore "storico" della Biennale; la letteratura giornalistica costituitasi negli anni.
• Rievocazione Storica della Battaglia di Marengo. Rievocazione della mwbtwbattaglia di Marengo vinta da mwbt0Napoleone a mwbt4Spinetta il 14 giugno del 1800. mwbt8Battaglioni austriaci, francesi e italiani, provenienti da tutta mwbuaEuropa, tornano a fronteggiarsi. Manifestazioni, incontri e mostre trovano spazio in città e al mwbueCastello di mwbuiMarengo. Periodo: prima metà di giugno.

Enogastronomia

• Salone del Biscotto. Il Salone del mwbuyBiscotto Piemontese è la principale manifestazione regionale del settore. La terza edizione della rassegna ha avuto luogo, come nel 2006, presso la ex "Caserma Leopoldo Valfrè di Bonzo" di Alessandria. L'evento è dedicato alla scoperta dei sapori del Piemonte attraverso l'opera di grandi e piccoli artigiani del settore. Presso gli stand del Salone oltre cinquanta espositori hanno distribuito e offerto assaggi ai visitatori. Nell'ambito della terza rassegna dolciaria si sono susseguiti talk show dedicati ai dolci piemontesi. Tra gli ospiti hanno partecipato Iginio Massari, pasticciere e Paolo Massobrio, giornalista enogastronomico. Il Salone è organizzato dalla mwbucProvincia di Alessandria in collaborazione con la mwbugRegione Piemonte, le Province di mwbukCuneo, mwbuoNovara, mwbusTorino, mwbuwVercelli e il Comune di Alessandria. La prima edizione si è svolta nel 2005 a mwbu0Novara.
• Alè Chocolate. Manifestazione annuale organizzata dal Comune di Alessandria (Assessorato al mwbu8Commercio) in collaborazione con diversi enti ed associazioni, per promuovere e rilanciare il cioccolato dell'industria dolciaria e dell'artigianato locale. L'obiettivo della festa è quello di interessare i visitatori e sviluppare il settore ormai secolare per questa provincia. Eventi collaterali di notevole interesse sono stati la mostra di sculture di cioccolato presso il Palazzo Asperia (ora Palazzo Monferrato) e i massaggi al cioccolato, eseguiti a scopo dimostrativo da personale esperto. Periodo: ottobre.
• Salone del Dolce e Salato. Il Salone del Dolce e Salato è una manifestazione provinciale del mwbvesettore alimentare. La prima edizione ha avuto luogo presso la ex caserma Leopoldo Valfrè di Bonzo nei giorni 17 - 18 e 19 novembre 2008. L'evento è dedicato alla scoperta dei mwbvisapori della mwbvmprovincia di Alessandria e della mwbvqProvincia di Genova, insieme promotrici, attraverso l'opera di grandi e piccoli artigiani del settore. Presso gli stand del Salone gli espositori hanno offerto assaggi delle loro specialità ai visitatori. Il Salone è organizzato dalla mwbvuProvincia di Alessandria in collaborazione con la mwbvyProvincia di Genova.

Motori

• Motoraduno Internazionale Madonnina dei Centauri. Storico motoraduno organizzato dal Moto Club Madonnina dei Centauri Internazionali di Alessandria a partire dal 1946 senza interruzioni. Ogni anno, nella seconda domenica di luglio, convergono ad Alessandria migliaia di motociclisti provenienti da ogni parte d'Italia e d'Europa con l'intento di rendere omaggio alla protettrice dei motociclisti, la Madonnina dei Centauri nel mwbvoSantuario di Castellazzo Bormida. Caratteristica unica di questo evento è l'ingresso dei "Primi Centauri" con le loro moto, a motore acceso, all'interno del Santuario durante la funzione religiosa della domenica, officiata dal vescovo di Alessandria, chiamato "Vescovo dei Centauri Internazionali".

mwbvwLetteratura

La storia della fondazione di Alessandria e delle sfide che coinvolsero la città durante il dominio di mwbv4Federico Barbarossa nel Nord Italia vengono riprese da mwbv8Umberto Eco all'interno del romanzo picaresco mwbwamwbweBaudolino.cite-ref-67[67]

Media

Televisione

L'mwbwkemittente televisiva regionale mwbwoTelecity Piemonte ha una sede in città, in Via Piacenza, che accoglie la redazione giornalistica, e una in provincia a mwbwsCastelletto d'Orba, centro di produzione nella quale ha avuto i natali nel 1976 e che è stata anche sede amministrativa della mwbwwsyndication nazionale mwbw07 Gold fino alla fine del 2023. Telecity, che ha diffuso nel corso degli anni i programmi della citata 7 Gold e prima ancora di mwbw4Italia 7, è ricevibile anche in mwbw8Lombardia, mwbxaLiguria e mwbxeValle d'Aosta.

Radio

Le principali mwbxqemittenti radiofoniche con sede in città sono Radio Gold, Radio Alex, Radio Voce Spazio e Radio B.B.S.I., mentre hanno sede in provincia mwbxkRadiocity - Solo grandi successi e mwbxoRadiocity - Solo musica italiana (a Castelletto d'Orba) e Radio San Paolo della Croce (a mwbxwCastellazzo Bormida).

Stampa

Ha sede in città in Via Parnisetti il mwbx8periodico settimanale mwbyaIl Piccolo, fondato nel 1925.

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

Dal XII secolo all'annessione al Piemonte (1707)

Alessandria fu storicamente suddivisa in 4 quartieri: Gamondio, Marengo, mwbyuBergoglio e mwbyyRovereto.cite-ref-68[68] Gamondio, Marengo e Rovereto si trovavano sulla riva destra del Tanaro, mentre Bergoglio sulla riva sinistra. Quest'ultimo fu raso al suolo nel 1728 per lasciare spazio alla costruzione della nuova mwbysCittadella militare.

Periodo sabaudo (1707-1859)

Dopo la distruzione di Bergoglio del 1728, il centro di Alessandria passò da tre a quattro quartieri con la suddivisione in due quartieri dell'antico Gamondio.

L'Unità d'Italia

Dal 1859 al 1926 Alessandria fu divisa in due mwbzamandamenti. Il primo mandamento comprendeva la città compresa entro le vecchie mura, oltre alle località di Orti, Valle San Bartolomeo, mwbzeValmadonna e San Michele. Il secondo mandamento comprendeva tutta la restante parte del comune fuori le mura, ossia le località di Cristo, mwbziCasalbagliano, mwbzmVilla del Foro, mwbzqCantalupo, mwbzuSpinetta, mwbzyCastelceriolo, mwbzcLobbi, mwbzgCascinagrossa, Mandrogne, mwbzkSan Giuliano vecchio, mwbzoSan Giuliano nuovo, Portanova, Retorto, Castelferro.

Secondo dopoguerra

Alessandria nella seconda metà del XX secolo fu ripartita in 5 Circoscrizioni a loro volta divise in 23 Quartieri.

Suddivisioni amministrative

Le suddivisioni di Alessandria sono articolate in cinque mwbz8circoscrizioni, ripartite in nove mwbaaquartieri e quattordici mwbaefrazionicite-ref-69[69]cite-ref-70[70]cite-ref-71[71]:

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mwbbe Alessandria Nord

mwbbqfrazioni mwbbumwbby1. San Michele mwbbcmwbbgmwbbkmwbboAstuti mwbbsmwbbwmwbb0Gerlotti mwbb42. mwbb8Valmadonna mwbca3. Valle San Bartolomeo
mwbciquartieri mwbcmmwbcq4. Borgo Cittadella mwbcu5. Orti mwbcy6. Galimberti mwbccmwbcge. mwbckBorsalino (mwbcode facto)

mwbc0 Centro

mwbdaquartiericite-ref-72[72] mwbdumwbdy7. Centro mwbdcmwbdgmwbdka. mwbdoBorgo Rovereto mwbdwmwbd0b. mwbd4Marengo mwbd8mwbeac. mwbeemwbeiBergoglio mwbemmwbeqd. mwbeuGamondio

mwbeg Europista

mwbesquartieri mwbewmwbe08. Pista mwbe49. Europa

mwbfe Alessandria Sud

mwbfqquartieri mwbfumwbfy10. Cristo mwbfc11. Norberto Rosacite-ref-73[73] mwbfw12. Cabanette
mwbf4frazioni mwbf8mwbga13. mwbgeCasalbagliano mwbgi14. mwbgmCantalupo mwbgq15. mwbguVilla del Foro

mwbgg Fraschetta

mwbgsfrazioni mwbgwmwbg016. mwbg4Spinetta Marengo mwbg817. mwbhaCastelceriolo mwbhe18. mwbhiLobbi mwbhm19. mwbhqSan Giuliano Nuovo mwbhu20. mwbhySan Giuliano Vecchio mwbhc21. Mandrogne mwbhg22. mwbhkLitta Parodi mwbho23. mwbhsCascinagrossa

Economia

Agricoltura

Alessandria e i suoi dintorni sono noti per varie coltivazioni, tra cui frumento, mais, grano, semi di girasole. Nelle campagne intorno alla città e nelle frazioni sono presenti numerose aziende agricole e allevamenti.

Industria

Sono presenti sul territorio numerose industrie, prevalentemente nell'ambito manifatturiero. Tra le aziende più importanti della città, spiccano la Michelin, la Solvay, la Paglieri e la Guala Closures. cite-ref-74[74]

La città possiede numerose zone industriali: D3 (nei pressi del casello Alessandria Sud), D4 (zona Cristo), D5, D6, D7 e D8 (Spinetta Marengo). Altre zone industriali importanti nelle vicinanze si trovano a mwbiyPozzolo Formigaro (D1), mwbicValenza (D2), mwbigCastellazzo Bormida, mwbikSolero, mwbioQuattordio, mwbisBosco Marengo e mwbiwRivalta Scrivia.

Artigianato

Per quanto riguarda l'artigianato, rinomata è la realizzazione di cappelli, soprattutto i cilindri fatti ancora a mano, oltreché la lavorazione dell'mwbi8argento a fini artistici. La Borsalino è l'azienda alessandrina più nota nel campo della moda internazionale. cite-ref-aci-75-0[75]

Infrastrutture e trasporti

Strade

Alessandria è servita dalle autostrade mwbj8A21 e mwbkaA26, con i relativi caselli denominati mwbkeAlessandria Est, mwbkiAlessandria Ovest e mwbkmAlessandria Sud, nonché dalla mwbkqstrada statale 10 Padana Inferiore, dalla mwbkustrada statale 35 bis dei Giovi, dalla mwbkystrada statale 494 Vigevanese e dalla mwbkcstrada provinciale 30 di Val Bormida.

La città è inoltre provvista di una tangenziale che la circumnaviga da sud a nord, con varie uscite cittadine (Quartiere Cristo, Zona industriale D3, Quartiere Pista-Europa, Spinetta Marengo, Centro-Via Marengo, Quartiere Orti, Cittadella-Via Pavia, San Michele), che indirizzano anche a tutti i centri-zona della sua provincia (mwbkkValenza, mwbkoCasale Monferrato, mwbksTortona, mwbkwNovi Ligure, mwbk0Ovada e mwbk4Acqui Terme). cite-ref-76[76]

Ferrovie

La mwblustazione di Alessandria è un importante nodo posto sulla mwblyferrovia Torino-Genova e capolinea delle linee mwblcper Piacenza, mwblgper Novara, mwblkper Pavia, mwbloper Cavallermaggiore, mwblsper Ovada e mwblwper San Giuseppe di Cairo.

L'impianto è servito da treni regionali svolti da mwbl4Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con le regioni mwbl8Liguria e mwbmaPiemonte e da treni a lunga percorrenza organizzati anch'essi da Trenitalia.

Esistono anche impianti minori che servono le frazioni di Cantalupo, San Giuliano, Spinetta e Valmadonna.

In passato la rete su ferro era completata dalle tranvie mwbmmAlessandria-Altavilla, in esercizio fra il 1883 e il 1935, mwbmqAlessandria-Casale Monferrato (1880-1935) e mwbmuAlessandria-Sale (1880-1933).

Aeroporti

L'mwbmgaeroporto di Alessandriacite-ref-77[77] è situato a nord della città, è intitolato alla memoria del comandante Massimo Bovone ed è dotato di una pista in mwbm0erba lunga 640 mwbm4m. Non effettua servizi passeggeri di linea. In passato, era approdo anche di dirigibili.

Mobilità urbana

La città è servita da una rete di autolinee gestite dalla società AMAG Mobilità.

Fra il 1913 e il 1952 era attiva una mwbnmrete tranviaria urbana, gestita dalla Società Anonima Elettricità Alessandrina (SAEA), poi sostituita da una mwbnqrete filoviaria, a sua volta soppressa nel 1974.

Amministrazione

Gemellaggi

Alessandria è gemellata con:

Argenteuil, dal 1960
Gerico, dal 2004
Hradec Králové, dal 1961
Karlovac, dal 1963
Rosario, dal 1988
Alba Iulia, dal 2008
• mwbo0Siracusa, dal 2016cite-ref-78[78]

Altre informazioni amministrative

Dal 1859 al 1927 Alessandria fu capoluogo di mwbpqcircondario, oltre che di due mandamenti (schemativamente uno mwbpuintra muros e l'altro mwbpyextra muros).

Sport

Calcio

Alessandria fu una delle prime città a vedere la nascita di squadre calcistiche già sul finire del XIX secolo. La maggiore mwbposquadra di calcio cittadina è l'mwbpsU.S. Alessandria, nata nel 1912. Gioca le sue partite casalinghe allo mwbpwStadio Giuseppe Moccagatta, in Spalto Rovereto. La squadra si trova in mwbp0Eccellenza,cite-ref-79[79] ma vanta un passato onorevole: tra le altre cose, sfiorò la vittoria dello mwbqiscudetto nel mwbqm1927-1928 e partecipò, nel mwbqq1929-1930, al primo campionato di mwbquSerie A, giungendo sesta.

Alessandria è anche sede di una società di mwbqccalcio femminile, l'mwbqgA.C.F. Alessandria, che ha militato numerose stagioni in mwbqkSerie A2 e mwbqoSerie B, entrambe in diversi periodi secondo livello del mwbqscampionato italiano. In città nel 1933 si costituiva una squadra femminile, dove però le calciatrici venivano affiancate da un solo uomo per il ruolo di mwbqwportiere.cite-ref-80[80]

Da quel gruppo di calciatrici, a cui fu impedito di continuare l'attività calcistica nel novembre 1933, uscì mwbriAmelia Piccinini, che divenne una delle prime atlete italiane primatiste di mwbrmpentathlon.cite-ref-81[81]

Ciclismo

La città ha una grande tradizione mwbrociclistica: Il primo mwbrsvelocipede venne portato in Italia proprio ad Alessandria dall'industriale birraio Carlo Michel, proveniente dalla mwbrwEsposizione internazionale di mwbr0Parigi del 1867. Nel 1876 il numero degli appassionati al nuovo mezzo di locomozione era così cresciuto da consigliare la costituzione di una Società Velocipedistica poi C.V.A. (Circolo Velocipedisti Alessandrino). Venne organizzato il Gran Premio Città di Alessandria e numerose corse su pista.
La nuova pista con curve rialzate fu costruita nel 1890 a Porta Savona. In seguito al piano regolatore dei primi anni del Novecento la pista venne eliminata. Rimase però, all'intero quartiere, il nome "Pista".
Ad Alessandria crebbero grandissimi campioni come mwbsaCostante Girardengo, mwbseFausto Coppi, mwbsiGiancarlo Martini e mwbsmGiorgio Zancanaro. Per sei volte Alessandria è stata sede di arrivo di tappa del mwbsqGiro d'Italia: la prima nel 1929, l'ultima nel 1984. Nel 1956 e nel 1967 vi giunse la prima tappa della "corsa rosa". In altre due edizioni, nel mwbsu1979 e nel mwbsy2006, Alessandria ha ospitato il Giro come sede di partenza di tappa. Nel 2024, la città e la zona della mwbscBattaglia di Marengo sono state attraversate per la prima volta dal mwbsgTour de France, nella tappa mwbskPiacenza-mwbsoTorino.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Alessandria

• mwbs41929 13ª tappa mwbs8Parma-Alessandria, vinta da mwbtaMario Bianchi
• mwbti1956 1ª tappa mwbtmMilano-Alessandria, vinta da mwbtqPierino Baffi
• mwbty1964 18ª tappa mwbtcSanta Margherita Ligure-Alessandria, vinta da mwbtgBruno Mealli
• mwbto1967 1ª tappa mwbtsTreviglio-Alessandria, vinta da mwbtwGiorgio Zancanaro
• mwbt41968 6ª tappa mwbt8Sanremo-Alessandria, vinta da mwbuaJosé Antonio Momeñe
• mwbui1984 14ª tappa mwbumLerici-Alessandria, vinta da mwbuqSergio Santimaria

Football americano

La prima formazione del 1983 è stata quella dei mwbucSaint George Knights. In seguito il nome è stato cambiato in mwbugKnights; ed infine dal 2001 il nome è quello dei Centurions Alessandria. La squadra ha militato in mwbukSerie B e nel campionato CIF9, giungendo ai playoffs nel 2012. Nel 2013, con la cessata attività dei Centurions, il football americano rimane nella città di Alessandria con il nome dei mwbuoBears. La compagine si allena nel campo comunale di Castelceriolo.

Pallacanestro

La mwbu0Delta Basket 92, squadra di mwbu4pallacanestro femminile, partecipò nel 2002 all'mwbu8Eurocoppa, diventando così la prima squadra di Alessandria a disputare una competizione mwbvaeuropea di alto livello. La storia della società si concluse però nel 2004, con il fallimento. Sul finire degli mwbveanni settanta anche il basket maschile aveva vissuto esperienze di qualche rilievo con l'approdo in mwbviSerie A2 della Superga Alessandria (1978) allenata da mwbvmMassimo Mangano. Al tempo mancava ad Alessandria un adeguato palasport, e la squadra avrebbe dovuto "giocare in trasferta" almeno 3 o più stagioni (in attesa dell'approvazione e poi costruzione del palasport). Fu visitato anche il nuovo mwbvqpalasport Taliercio di mwbvuMestre appena realizzato, nonché la squadra ed il fortissimo settore giovanile, il numerosissimo pubblico al seguito e gli altri vantaggi di detta formazione mestrina, che invece era appena retrocessa in B dopo uno spareggio, pertanto la società alessandrina optò per la fusione con tale società, trasferendo la squadra e i diritti alla partecipazione al campionato di serie A2 al mwbvyBasket Mestre. La maggiore realtà cestistica alessandrina milita nel campionato di DNB, il quarto livello della pallacanestro nazionale.

Pallavolo

Alessandria ha anche una sua tradizione mwbvkpallavolistica; ospitò la prima gara interna della mwbvoNazionale maschile, il 16 luglio 1948 e l'esordio assoluto della mwbvsNazionale femminile, il 7 aprile 1951. Per diversi anni la città fu la sede centrale della mwbvwLega Nazionale Pallavolo Serie B. Nei primi mwbv0anni cinquanta la mwbv4Borsalino Pallavolo sfiorò più volte la conquista del mwbv8campionato maschile. Anche la squadra femminile, la Saves mancò di poco lo scudetto nei primi mwbwaanni sessanta. È di Alessandria mwbweMatteo Martino, pallavolista della nazionale italiana.

Rugby

Alessandria è sede della mwbwqAPD Rugby Alessandria,cite-ref-82[82] club italiano di mwbwkrugby a 15. Fondato nel 1946 come mwbwoAudace-Mino e rinominatasi nel 1971 mwbwsDopolavoro Ferroviario Rugby Alessandria, ebbe il suo periodo di maggior rilievo negli anni 1950 quando raggiunse la mwbwwserie A. Dopo alterne vicende nelle serie inferiori, milita nel girone piemontese della mwbw0serie C. Disputa i suoi incontri interni al campo del Dopolavoro Ferroviario, e il suo colore sociale è il mwbw4grigio.

Automobilismo

All'inizio del XX secolo, agli albori dell'automobilismo, la città di Alessandria fu tra le prime ad ospitare una gara di velocità per automobili: il cosiddetto "Circuito di Alessandria" venne disputato continuativamente tra il 1924 ed il 1930, quando il tracciato si snodava lungo un percorso stradale di circa 32 chilometri, e sporadicamente tra il 1931 ed il 1950, su tracciati differenti e decisamente più corti, di lunghezza variabile da 3 a 8 chilometri, per un totale di tredici edizioni. Nel 1928, durante le prove di qualificazione alla gara, in seguito ad un'uscita di strada al volante della sua Bugatti perse la vita, assieme al meccanico e copilota Gianni Lasagne, il campione torinese mwbxePietro Bordino, uno dei più forti piloti dell'epoca, noto al pubblico col soprannome di "Diavolo Rosso". In sua memoria la gara assunse la denominazione di "Circuito Pietro Bordino" a partire dall'edizione successiva. Nel 1983 anche l'allora neonato club di appassionati di auto d'epoca fu dedicato alla memoria dello sfortunato pilota.

Ad Alessandria, inoltre, ha avuto sede la Scuderia mwbxmForti Corse, fondata da Guido Forti e Paolo Guerci nel 1977. A lungo operativa nelle formule minori, con buoni risultati soprattutto fra metà anni 80 e i primi 90, la mwbxyForti Corse è nota soprattutto per la partecipazione, con poca fortuna, a due edizioni del Campionato Mondiale di mwbxcFormula 1, nel 1995 e nel 1996.

Note

cite-note-11. mwbx4mwbx8mwbyaGiorgio Abonante è il sindaco di Alessandria, su mwbyedialessandria.it, Union Pubbli 3, 27 giugno 2022.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwbycmwbygmwbykBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwbyodemo.istat.it, mwbysISTAT.
cite-note-divamm-sismica-32. mwby8mwbzamwbzeClassificazione sismica (mwbzimwbzmXLS), su mwbzqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwbzgmwbzkmwbzoTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwbzsmwbzwPDF), in mwbz0citerefmwbz4Leggemwbz8 mwb0a26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwb0eAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwb0i 151. mwb0mURL consultato il 25 aprile 2012 mwb0q(archiviato dall'mwb0uurl originale il 1º gennaio 2017).
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Collegamenti esterni

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